Lindsey Vonn, discesista plurimedagliata di fama internazionale, è tornata in pista quest'anno dopo l’ennesimo infortuniocon con una vittoria già alla seconda gara. La statunitense è davvero la “Wonder Woman” dello sci. Come sempre Lindsey è riuscita a lasciare tutti a bocca aperta, stupendoci ancora una volta e forse anche un po’ se stessa: “Ci vuole tanta pazienza, grinta, determinazione e forza di volontà: è questo che mi ha permesso di ritornare sempre quella di prima, e anche più forte”, ha dichiarato Vonn, che a novembre si è rotta il braccio destro mentre stava ancora recuperando da un infortunio al ginocchio. Al suo rientro ha ottenuto un terzo posto ai Mondiali di St. Moritz.
Lindsey, quali sono state le tue emozioni prima e dopo i Mondiali di St. Moritz?
Devo dire che non mi sentivo al cento per cento, ma di sicuro ho dato tutto quello che potevo. Sono molto felice e fiera di me e del bronzo che ho portato a casa. Lo so non è la medaglia d’oro, ma per me è come se lo fosse. Sono venuta da lontano e subito dopo il mio rientro, è stata una sfida non da poco. Vincere la medaglia per me ha significato vincere in tutti i sensi. Ora il mio obiettivo è cercare di tornare in forma nella Coppa del Mondo.
Qual è stata la preparazione fisica e mentale prima di questo appuntamento?
Ho fatto pochi allenamenti prima dei Mondiali per via del mio infortunio al braccio. Ho sofferto molto in questa stagione, ma sento estrema fiducia nelle mie abilità. Comunque sia, il miglior modo per preparami è sempre mentale, quindi cercare di arrivare agli appuntamenti con una mente forte.
Come riesci a superare sempre alla grande gli infortuni? È una cosa mentale, fisica o genetica? O forse sei un'aliena?
Spero proprio di non essere un'aliena. Superare gli infortuni per me è sempre stato un approccio mentale. Serve tanta pazienza, tanta determinazione, e ancor più grinta e volontà. Aspetto, mi godo un progresso dopo l’altro, che sia piccolo o grande, ma senza troppa fretta o ansia, e cerco di darmi piccoli obiettivi giornalieri.
Hai un consiglio da dare a tutte quelle piccole sciatrici che si allenano sognando di diventare come te?
Il consiglio che ho sempre dato è proprio quello per cui vivo: quando cadi, rialzati, cerca di non stare mai a terra. Con il duro lavoro e la perseveranza puoi superare ogni ostacolo.
Come mai sei più forte nelle discipline veloci?
Perché amo la velocità. Sono drogata e dipendente dell’adrenalina, non solo sugli sci, ma anche in macchina, nella vita insomma.
Come riesci a gestire il tuo successo? Sei anche molto attiva sui social network.
Penso che i social media siano un forum positivo dove le persone possono esprimere loro stesse, ovviamente se usati in un modo corretto ed etico. Cerco sempre di condividere la mia vita con i mie fan e spero sempre di essere d’ispirazione per loro, di dare loro modo di credere in se stessi. Non è facile gestire il successo e i media, ma ricordo sempre a me stessa che la mia priorità è lo sci.
E se non avessi fatto la sciatrice, che cosa avresti fatto?
La veterinaria, amo gli animali.
Quali sono le tue più grandi passioni oltre allo sci?
Amo passare il tempo con la mia famiglia, con i miei amici e con i miei cani. Mi piace cucinare e fare dolci, andare a pescare d’estate e ovviamente sciare nella neve fresca.
Qual è la persona che più ammiri e stimi?
Ammiro tantissimo Roger Federer e Ingemar Stenmark. Ed è stato bellissimo averli entrambi presenti ai Mondiali di St. Moritz.
Qual è il ricordo più bello e il più brutto della tua vita?
Il mio ricordo più bello è la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Vancouver nel 2010. Il più brutto è probabilmente l’infortunio a Schladming (rottura del legamento crociato anteriore e del collaterale mediale del ginocchio destro e frattura del piatto tibiale nella gara di SuperG ai Mondiali del 2013, ndr), oppure il mio divorzio.
Tra i tuoi obiettivi, vuoi ancora gareggiare con i maschi?
Vorrei battere il record di Stenmark, vincere un’altra medaglia d’oro alle Olimpiadi e sì, provare a gareggiare con i maschi.